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Autore Topic: Storia e Versioni Ford Fiesta.  (Letto 14651 volte)

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Offline Titanium

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Storia e Versioni Ford Fiesta.
« il: 14 Gennaio 2009, 15:31:34 »
Fiesta

La Ford Fiesta è una vettura di segmento B prodotta dalla Ford Europe, filiale europea della statunitense Ford Motor Company. In produzione dal 1976, nel 2008 è giunta alla sesta generazione.

Le origini

Le origini della Fiesta risiedono nei primi anni '70 quando Henry Ford II, all'epoca presidente della società e amante delle vetture compatte, decise di realizzarne una da vendere sui mercati europei. Il nome in codice del progetto Fiesta fu Bobcat. Tale progetto prevedeva la costruzione, l'adattamento di nuovi impianti di produzione e la progettazione di nuove tecnologie, come la trazione anteriore.
Il primo passo fu cercare di costruire un nuovo impianto di assemblaggio ad Almussafes vicino a Valencia con l'appoggio del Re Juan Carlos, appena incoronato sovrano. In quel periodo la Spagna stava crescendo soprattutto dal punto di vista economico ed era pronta a diventare nuovamente una potenza europea. Di conseguenza per Ford fu importante addentrarsi in questo mercato.
Nel frattempo, ingegneri e designer lavorarono sulla vettura. In particolare vari centri stile americani ed europei, per esempio quelli di Dunton in Gran Bretagna, di Colonia in Germania e di Torino in Italia, crearono dei prototipi basandosi sui dati comunicati dagli ingegneri e contenendo i costi.
Successivamente tali prototipi vennero esposti in segretezza a Losanna, in Svizzera, ai clienti di vari mercati europei in modo tale da registrare il consenso pubblico sui design migliori.
Nel dicembre 1973, in seguito alla crisi petrolifera, il Comitato di Direzione Ford diede il via libera al "Progetto Bobcat" soprattutto per via delle caratteristiche del progetto, ovvero una vettura compatta, leggera e dai consumi ridotti. La costruzione del nuovo impianto di Valencia iniziò il mese successivo.
Il nome Fiesta non venne scelto fino al 1974, quando Ford restrinse l'iniziale lista dei 50 nomi possibili, a cinque: Bravo, Fiesta, Amigo, Strada e Pony. Fu Henry Ford II a volersi assumere la responsabilità di scegliere il nome, optando infine per "Fiesta" in quanto era una parola dinamica, allegra e che omaggiava la nuova alleanza tra Ford e Spagna.
La Fiesta venne progettata a Colonia in Germania e a Dunton in Gran Bretagna, nei due centri europei Ford di ingegneria del veicolo. Fu proprio a partire dagli anni '70 che Ford Europe incominciò a distinguersi sempre di più dalla Ford statunitense, tanto da diventare una divisione quasi del tutto indipendente e interamente europea (in particolare tedesca). La produzione iniziò nel maggio 1976 a Valencia.

Le serie:
Prima serie: 1976-1983

La prima serie venne lanciata nel maggio del 1976 e si propose come diretta rivale di Fiat 127, Vauxhall Chevette e Volkswagen Polo. Venne offerta con la sola carrozzeria a 3 porte. Inizialmente montò due motori a benzina a 4 cilindri da 1 e 1.1 cc, con albero a camme laterale e denominati "Valencia". Questi motori derivavano dal motore "Kent" della Escort. Inoltre furono disponibili anche i 1,3 e 1,6 cc, sempre ad aste e bilancieri, ottenuti ancora dal motore "Kent". Le dimensioni della Fiesta prima serie erano: 357 cm di lunghezza, 157 cm di larghezza e 136 cm di altezza. La meccanica era classica: trazione anteriore, avantreno a ruote indipendenti, retrotreno a ponte rigido con barra Panhard, cambio a 4 marce e impianto frenante misto.

Al momento del lancio (1976) erano disponibili la versione base "L" (957cc da 45cv), "L 1.1" (1.1cc da 53cv), "Ghia" (957cc da 45CV e 1.1cc da 53cv) e la versione sportiveggiante "S" (1.1 cc da 53cv).
Nel 1977 si aggiunse la "1.3 S" (1.2cc da 66cv) esteticamente uguale alla "1.1 S" a parte la scritta adesiva "1300" sulla parte posteriore della fiancata.

Nel 1980 arrivò la versione SuperSport o "SS" venduta come serie speciale per solo un anno e riconoscibile per lo spoiler nero sul portellone posteriore, i codolini in plastica ai passaruota, lo spoiler anteriore maggiorato e i cerchi in lega da 13".
Infine venne introdotta la versione "GL" caratterizzata da un allestimento intermedio tra "L" e "Ghia". La versione base era riconoscibile per i paraurti neri (ripresi anche dalle "1.1 S" e "1.3 S") anziché cromati, la "Ghia" aveva un profilo laterale lucido, cerchi in lega e cornici cromate ai finestrini. Gli allestimenti interni erano più curati sulle "Ghia" e più sportivi sulle "S". Livelli di finitura intermedi per "L" e spartani sulla base.

I punti di forza della Fiesta furono un peso molto ridotto di soli 700 kg circa, consumi ridotti grazie al design aerodinamico per l'epoca, e 1200 litri di carico. A questo si aggiunse una buona visibilità dal posto guida. Il comportamento nei crash test venne ottimizzato dagli ingegneri grazie all'utilizzo dei primi programmi di simulazione al computer. Aerodinamicamente, la prima serie permetteva all'aria a basse velocità di entrare nel vano motore, mentre a velocità più elevate il flusso passava sopra il cofano.
Questo permise alla Fiesta di ottenere un coefficiente aerodinamico di 0.42 Cx che incise notevolmente sui consumi: la versione dotata del 1.0cc da 40cv consumava 5,6 litri ogni 100 km alla velocità costante di 90 km/h, 8,2 litri a 120 km/h e 7,9 litri nel ciclo urbano. Per quanto riguarda le prestazioni, la versione motorizzata con il 957cc da 45cv aveva una velocità massima di 137 Km/h e accelerava da 0 a 100 Km/h in 17,6 secondi.

La prima serie utilizzava all'anteriore lo schema MacPherson, brevettato nel 1949 dall'ingegnere, e successivamente vice presidente Ford, Earl S. MacPherson. Le versioni S erano dotate di sospensioni irrigidite e di una barra stabilizzatrice anteriore. Altre caratteristiche importanti erano i finestrini con pellicole anti-rottura, cinture di sicurezza autobloccanti, il lunotto posteriore riscaldato e il tetto apribile come optional.

Nel 1977, la Ford provò a vendere la Fiesta anche nel mercato nord-americano per un totale di quattro anni, vendendo circa 300 mila vetture.

Seguendo la scia del successo nel Rally di Monte Carlo, agli acquirenti della Fiesta venne offerta una modifica sportiva per i 1.3cc da 66cv che aumentava la potenza a 75cv grazie all'uso di due carburatori Weber e di scarichi modificati. Inoltre, il motore venne abbassato di 25mm e vennero aggiunti dei freni sportivi. Al Salone di Ginevra del 1980, Ford presentò la Fiesta "Supersport" dotata di un assetto ribassato, cerchi in lega leggera, pneumatici 185/60, spoiler anteriore e posteriore e sedili avvolgenti con poggiatesta integrato. Come motori erano disponibili solo il 1.1cc da 55cv e il 1.3cc da 66cv.

Nell'agosto 1981 un leggero restyling interessò tutte le versioni. Venne introdotta una versione di accesso alla gamma denominata "Casual" riconoscibile per i deflettori anteriori fissi anziché apribili. Le modifiche principali consistevano di paraurti più grandi con angoli in plastica per tutta la gamma (con rostri sulle versioni "S" e "Ghia"), nuovi sedili anteriori più confortevoli di derivazione Escort e cerchi in acciaio da 13" sulle versioni "S" e "Quartz". La gamma comprese, oltre alla "Casual", la "L" (950 o 1.1), la GL (solo 1.1), la "Quartz" (950 o 1.1), la "Ghia" (950 o 1.1) e la "S" (1.1 o 1.3).

Con il restyling del 1981 debuttò anche la sportiva XR2, dotata di un 1.6 capace di erogare 82cv e riconoscibile per la stessa caratterizzazione estetica della precedente "Supersport" con in più i fanali anteriori rotondi, i fendinebbia rotondi di serie e cerchi in lega da 13" dal nuovo disegno. Le prestazioni della XR2 furono 171 Km/h di velocità massima e 10,1 secondi per raggiungere i 100 Km/h da ferma. La XR2 venne utilizzata da Ghia come base per il concept Barchetta, presentato al Salone di Francoforte nel 1983.

Seconda serie: 1983-1989 
Nel settembre 1983 fu presentata la seconda serie della Fiesta, non troppo dissimile dalla sua antenata. Ottenne linee più morbide, un nuovo frontale con fanali rettangolari più piccoli (che incorporavano ai lati anche le luci delle frecce, nella serie precedente collocate sotto i fanali) ed una sottile griglia del radiatore, un portellone posteriore leggermente più bombato e paraurti in plastica. L'interno venne completamente rivisto e molto meglio rifinito seguendo gli ultimi sviluppi dell'ergonomia, ovvero specializzando le zone a seconda della loro funzione e migliorando i sistemi di riscaldamento e ventilazione.

Le versioni L erano dotate di sedili posteriori frazionabili, mentre le XR2 di un body-kit esterno e spoiler posteriore. Anche i fari posteriori vennero ritoccati, pur rimanendo simili ai precedenti. Questi incorporavano il faro di retromarcia, presente solo nelle versioni importanti nella precedente serie e solo sotto il paraurti posteriore. Il coefficiente aerodinamico venne ridotto da 0.42 Cd a 0.40 Cd.

La novità più importante fu l'adozione per tutta la gamma del cambio a cinque marce. Le versioni "Ghia" avevano anche ampi fascioni laterali paracolpi, paraurti maggiorati con cornici lucide, copricerchi integrali in plastica. Vennero mantenuti gli stessi motori della generazione precedente: il 957cc (45cv) e il 1117cc (50cv). La gamma si basò su 4 livelli d'allestimento e 3 motori (oltre a quelli citati, si aggiunse il 1.3cc OHC da 69cv). La composizione del listino fu data dalle versioni 950cc ("Base" e "L"), 1.1cc ("L" e "Ghia") e 1.3cc ("S").

Nel 1984 la gamma si arricchì delle versioni 1.6 diesel da 54cv ("L" e "Ghia") e "XR2" (1597cc OHC da 96cv). In questo anno venne anche venduto il nuovo 1.3cc funzionante con benzina senza piombo. Nello stesso periodo, Ford brevettò una nuova tecnologia sviluppata per le vetture compatte a trazione anteriore, ovvero una nuova tipologia di trasmissione automatica.

Quest'ultima era caratterizzata dalla mancanza di vuoti in accelerazione, grazie a una cintura speciale che lavorava fra due assi per cambiare il rapporto. In questo modo, un sistema automatico manteneva il cambio e il motore operanti a livelli ottimali. Le prestazioni di questo nuovo cambio automatico erano paragonabili a uno manuale a sei rapporti. La nuova trasmissione venne denominata CTX e garantì un ottimo comfort di marcia. Nel 1985 arrivò un nuovo motore offerto con il solo allestimento "S": 1392 cc di cubatura e 73 CV di potenza. Le versioni motorizzate con il 950cc da 45cv avevano una velocità massima di 142 Km/h e acceleravano da 0 a 100 Km/h in 19 secondi a causa del peso maggiore rispetto alla serie precedente, l'XR2 aveva una velocità massima di 163 Km/h e accelerava da 0-100 in soli 8,7 secondi.

La Fiesta, grazie al ringiovanimento delle linee rispetto alla prima serie, vendette svariati esemplari per tutti gli anni '80, fino al 1989, quando fu rimpiazzata dalla terza serie che presentava pochissimo in comune alla precedente.

Terza serie: 1989-1995
La terza generazione venne presentata nel marzo del 1989 al Salone di Ginevra e non aveva nulla in comune con la sua progenitrice. La nuova Fiesta era diventata una due volumi moderna, tecnicamente più evoluta e con una linea molto gradevole, anticipando la moda degli anni novanta che vedevano come protagoniste le linee morbide e con molte curve. Prima della presentazione, la macchina venne testata non solo su circuiti privati o sul banco prova, ma anche nelle comuni strade con il supporto dei clienti per un totale di 3 milioni di chilometri.

Questo fu un primato nella storia della Ford, infatti vennero costruiti circa 250 modelli preserie (con diverse tipologie di carrozzeria, meccanica e allestimenti) che venivano testati ogni settimana per qualità, durabilità, consumi e affidabilità. Alex Trotman, al tempo Chairman di Ford of Europe, spiegò l'importanza di tanto lavoro affermando: "La Ford si appresta a raggiungere la qualità massima in ogni area. Noi siamo sicuri che la Fiesta sarà una delle migliori nella sua categoria. I livelli qualitativi desiderati saranno raggiunti grazie a questo programma".

La terza serie si pose in diretta concorrenza con la Citroen AX, l'appena rinnovata Fiat Uno, la Opel Corsa, la Peugeot 205, la Renault 5 (Clio dal 1990) e la SEAT Ibiza, e come queste offrì anche per la prima volta la versione a 5 porte. Scomparve il motore 957 cc, mentre restarono il 1.1 cc ed il nuovo 1392 già visto sulla S della seconda serie. Il diesel passò a 1,8 litri di cilindrata. Tra gli optional spiccavano il climatizzatore, l'impianto ABS, un sistema anti-ghiaccio con riscaldamento elettrico del parabrezza e la trasmissione automatica CTX per le motorizzazioni 1.1 e 1.4 cc. Le versioni di serie erano dotate di sedili dal design plasmato, chiusura centralizzata delle portiere, bloccasterzo e cintura di sicurezza con i punti di ancoraggio regolabili in altezza. Tutti i motori potevano funzionare con benzina con piombo o senza piombo e nella gamma motori vennero introdotti i nuovi 1.0 e 1.1 cc HCS.

Nell'ottobre 1989 venne introdotta anche la XR2i con interni unici, body kit esterno e prestazioni sportiveggianti grazie al 1.6 cc ad iniezione elettronica e testata a 8 valvole, capace di erogare 110 CV. Rispetto ai normali modelli presentava paraurti anteriori e posteriori maggiorati raccordati da una fasciatura che correva sulle fiancate e sui passaruota. Questo modello toccava i 193 km/h ed accelerava da 0 a 100 km/h in 9,2 secondi.

Nel 1990 al Salone di Torino venne presentata la RS Turbo, dotata di un 1.6 cc sovralimentato con turbocompressore e capace di erogare 133 CV. Il motore derivava da quello della Ford Escort RS Turbo da cui differiva solo per il turbocompressore: a causa del vano motore più piccolo, il Garrett T3 venne sostituito dal più piccolo T2. Le prestazioni erano uno scatto 0-100 km/h in 7,8 s e una velocità di punta di 212 km/h. La RS Turbo fu prodotta fino al 1992.

Nel tale anno fu presentata la XR2i 16v, con un 1.8 cc a benzina aspirato da 105 cavalli, derivato dal motore della Ford Escort XR3i ma depotenziato di 10 CV. L'auto presentava una carrozzeria leggermente sportiveggiante ma non era il modello che avrebbe sostituito la RS Turbo (tolta dal mercato a causa delle nuove norme anti-inquinamento). La XR2i 16v fu tolta di produzione 1 anno dopo.

L'erede della RS Turbo arrivò nel 1993: si chiamava RS 1800 e montava un 1.8 cc come la XR2i 16v ma capace di erogare ben 130 CV. L'assetto era specifico così come il kit estetico che la faceva riconoscere immediatamente, grazie ai passaruota maggiorati, alle minigonne ed al particolare paraurti anteriore che montava in basso 4 fari rettangolari: 2 fendinebbia e 2 abbaglianti supplementari. La Fiesta RS 1800 era capace di superare i 200 km/h di velocità di punta ed in accelerazione quasi equivaleva la 1.6 Turbo (7,98 secondi sullo scatto 0-100 km/h contro i 7,88 della sovralimentata, secondo le prove della rivista "Auto" fatte all'epoca).

A partire dal 1993 vennero realizzate numerose serie speciali come la Calypso, dotata di un tetto in tela apribile elettricamente e di interni molto colorati. Altre versioni speciali dotate di allestimenti e colori particolari, a volte vendute solo in specifiche nazioni, erano la Bravo, la Lady, la Sandpiper, la Festival, l'Economy, la Quartz, la Finesse, la Champ, la Sound, la Chianti, la Magic, la Dash, la Bonus, la Firefly, la Finesse II, l'Olympus Sport, la Flight, la Fresco, la Cayman Blue e la Boston.
Nel 1994 venne fatto un passo avanti sulla sicurezza con l'introduzione degli airbag frontali di serie, di sedili anti affondamento, di uno sterzo collassante e di un pulsante d'emergenza in grado di interrompere il flusso della benzina nel motore in caso di incidente. Nei crash test, questi aggiornamenti migliorarono sensibilmente l'esito finale.

Già a partire dal mese dopo la sua presentazione, la Fiesta terza serie dominava le classifiche di vendita in ben sette paesi europei. Oltre 500 mila vetture vennero vendute nel 1989 ottenendo numerosi riconoscimenti da parte delle riviste di settore. Nel biennio 1990-1992, vennero immatricolate più di 1.8 milioni di Fiesta in tutta Europa. Solo nel 1992, si raggiunse il record di 648.781 unità.

Fiesta RS Turbo
La RS Turbo possedeva cerchi in lega da 14" e dei Pirelli P600 185/55 VR14, spoiler posteriore e vetratura con colore tendente al verde. L'ABS e il parabrezza riscaldabile vennero venduti come optional. Negli interni spiccavano i sedili Recaro e la manopola del cambio e il volante in pelle grigia, con il simbolo RS Turbo cucito nel centro.

Inizialmente la vettura venne venduta con quattro colori: Rosso Radiante, Bianco Diamante, Nero e Grigio Mercurio metallizzato, mentre solo verso la fine della produzione si aggiunse il Grigio Polvere di Luna metallizzato. Il motore aveva un rapporto di compressione di 8:1. Il turbo Garrett T2 garantiva 0,4 bar di aumento della pressione e venne scelto anche perché di dimensioni inferiori rispetto al T3 utilizzato dalla Escort RS Turbo. La Fiesta RS era dotata anche di un intercooler aria-aria. Il motore erogava 133 CV a 5500rpm, con 183 nm di coppia a 2400 rpm, una velocità massima di 212 km/h ed un'accelerazione da 0 a 100 in 7,9 secondi.

Quarta serie: 1996-1999 
Nel 1996 debuttò la nuova versione profondamente rivista, con un design curvilineo e aerodinamico completamente differente (pur mantenendo il giro porte della serie precedente), con dimensioni simili e un livello di finitura al top della categoria, con un interno altamente curato, tanto da paragonarlo a quello della più grande Mondeo (da qui lo slogan "Finisce l'era delle utilitarie"). Il modello nasce da una sinergia commerciale con la Mazda, già nel gruppo Ford, e venne commercializzato sotto tale marchio, anche in alcuni sparuti esemplari per il mercato italiano, come Mazda 121.

La nuova Fiesta dovette confrontarsi con le nuove proposte della concorrenza, quali Citroen Saxo, Fiat Punto, Lancia Y, Nissan Micra e le nuove generazioni di Opel Corsa, SEAT Ibiza e Volkswagen Polo. Spiccò sulla nuova Fiesta il doppio airbag fornito di serie su tutte le versioni e l'ABS disponibile come optional su tutta la gamma. Novità nei motori: un nuovo 1.3 benzina 8 valvole da 60 CV e i nuovi Zetec 16 valvole in lega d'alluminio (1.2cc da 75 CV e 1.4cc da 90 CV).

Rimase il diesel Endura 1.8 da 60 CV, anche se rivisto. Furono di particolare interesse l'assetto piuttosto basso e il rinnovato apparato sospensivo, che garantirono alla Fiesta un comportamento dinamico molto buono. Le versioni al lancio furono 3: "Studio", "Techno" e Ghia. La "Studio" corrispondeva alla versione base, la "Techno" era la versione più sportiva, dotata di interni con sedili sportivi avvolgenti e di uno spoiler posteriore sopra il lunotto, la Ghia particolarmente ben rifinita, era un piccolo salotto da città, dotata di interni con plancia in simil-radica, sedili e pannelli di rivestimento in alcantara e una mascherina anteriore uniforme con la fanaleria. Il tutto a prezzi inferiori alla media della categoria. Per quanto riguarda le prestazioni, la versione motorizzata con il 1.8cc diesel accelerava da 0 a 100 Km/h in 16,6 secondi e aveva una velocità massima di 154 Km/h, mentre quella motorizzata con il 1.4cc benzina da 90cv aveva una velocità di punta di 180 Km/h e accelerava da 0 a 100 Km/h in 9,6 secondi.

Dopo qualche mese dal lancio, oltre ai parafanghi grigi in plastica, erano disponibili quelli verniciati in tinta con la carrozzeria, e dopo qualche anno, le Fiesta restilizzate vennero aggiornate con un cofano differente dotato di due tagli obliqui anziché liscio come nelle versioni precedenti. Nel 1997, la Ford realizzò su questa generazione di Fiesta anche una piccola coupè chiamata Puma.

Quarta serie restyling: 1999-2001 
Nell'autunno 1999 la Fiesta venne ristilizzata, con l'introduzione del frontale in stile "new edge", simile a quello della Focus prima serie. Cambiarono semplicemente i gruppi ottici anteriori, la mascherina, i cerchi e il logo "Fiesta" sul posteriore. La nuova politica dei prezzi la rese ancora più conveniente, senza rinunciare a nessuna delle qualità che l'avevano da sempre contraddistinta.

Nella primavera del 2000 comparve anche un nuovo motore a gasolio, un 1.8cc turbodiesel da 75 CV, apprezzabile per i consumi contenuti, ma non per le prestazioni: l'assenza dell'intercooler e la bassa pressione di sovralimentazione non lo rendevano brillante. Seguì la sportiva Zetec-S, con un 1600 da 103 CV, con cerchi in lega da 15 pollici e ruote da 195, ABS+TCS, paraurti maggiorati, tinte ed interni specifici.
La quarta serie restyling venne anche utilizzata come base per la Ford Ikon, una berlina tre volumi per i mercati emergenti e per la variante furgonata chiamata "Fiesta Van". Questo modello di Fiesta fu l'ultimo ad essere prodotto nell'impianto inglese di Dagenham.

Quinta serie: 2002-2006
La quinta generazione venne presentata al Salone di Francoforte del 2001, ma arrivò sul mercato italiano nel marzo 2002 inizialmente solo nella versione a 5 porte. Lo stile era completamente nuovo, molto simile a quello della Focus prima serie, mentre le dimensioni aumentarono fino a sfiorare i 4 metri di lunghezza. Gli interni erano meno vistosi della serie precedente avendo linee rette, superfici piatte e colorazioni grigie, ma in compenso erano più funzionali. Poco meno di un anno dopo arrivò la versione 3 porte, leggermente differente nel posteriore essendo più inclinato.

La dotazione di sicurezza venne migliorata grazie all'introduzione degli airbag laterali e dell'ABS a quattro canali. I motori a benzina erano gli stessi della serie precedente, aggiornati e rinominati Duratec. Tali motori erano il 1.2cc da 60CV e 75CV, il 1.4cc da 80cv e il 1.6cc da 103CV. Nuovissimi invece i turbodiesel common rail Duratorq realizzati in collaborazione con il gruppo PSA Peugeot Citroën: inizialmente venne venduto il 1.4 da 68 CV, seguito nel 2004 dal 1.6cc da 90 CV.

Nel 2005 arrivò la sportiva ST 150, con un 2.0cc benzina da 150 CV, affiancando la versione meno potente "S", disponibile solamente con i 1.6cc benzina e diesel. La quinta serie della Fiesta motorizzata con il 1.2 benzina da 60CV aveva una velocità massima di 151 Km/h e un'accelerazione da 0 a 100 Km/h in 18,8 secondi, mentre la versione ST aveva una velocità di punta di 210 Km/h e accelerava da 0 a 100 Km/h in 7,9 secondi.

La Fiesta MkV era una delle compatte con il migliore rapporto qualità/prezzo, in Italia fu la vettura straniera più venduta e in Gran Bretagna la seconda vettura in assoluto. Da questa generazione della Fiesta deriva anche la piccola crossover Fusion, che Ford definisce UAV (Urban Activity Vehicle), così come la Mazda 2, utilitaria della consorella giapponese.
Quinta serie restyling: 2006-2008 

Nel gennaio 2006 arrivò un restyling con un affinamento estetico esterno e un netto miglioramento dell'interno in seguito alla critiche ricevute. Quest'ultimo venne reso più personale introducendo la doppia colorazione, finiture e materiali migliori e un cruscotto dotato di copertura soffice al tatto. Il frontale ricevette dei nuovi gruppi ottici, un differente disegno del paraurti anteriore e della mascherina, mentre al posteriore venne semplicemente cambiata la fanaleria.

La Fiesta aveva come concorrenti in quel periodo la Citroën C2/C3, la Fiat Grande Punto, la Lancia Ypsilon, la Nissan Micra, l'Opel Corsa, la Peugeot 207, la Renault Clio, la SEAT Ibiza, la Skoda Fabia, la Toyota Yaris e la Volkswagen Polo. Nonostante ciò, il sempre eccellente rapporto qualità/prezzo le permise di raggiungere grandi numeri di vendita. La Fiesta MkV sin dal suo esordio venne prodotta negli stabilimenti Ford Europe di Colonia e Valencia.

Sesta serie: dal 2008 
Il nuovo modello della Fiesta, ossia la sesta serie, è arrivata sul mercato nel settembre 2008 ed è costruita sul pianale della nuova Mazda 2 sviluppato in collaborazione tra le due case automobilistiche. Ha una linea molto diversa dal modello precedente, più slanciata, e adottando il kinetic design lanciato da Ford con S-MAX, ovvero utilizzando ampi passaruota, linee tese, lunotto sfuggente e prese d'aria anteriori trapezoidali. Il modello da cui deriva è il Verve Concept dal quale riprende le medesime linee, ma con meno particolari estetici.

Infatti alla presentazione al Salone di Francoforte del 2007, le promesse sono state mantenute tanto che la nuova Fiesta è risultata essere veramente simile al concept. Dopo Francoforte, Ford ha presentato la Fiesta nei vari saloni mondiali nelle versioni tre porte, cinque porte, berlina 3 volumi (dedicata ai mercati emergenti e agli USA), S (versione sportiva con affinamenti estetici), Van (destinata al commercio).

Gli interni presentano un design tecnologico e giovanile, molto particolare infatti la presenza di un monitor centrale e di una console con i tasti posizionati come un cellulare. Come il restyling della precedente serie, anche questa possiede una plancia colorata soffice al tatto. La nuova Fiesta è stata pubblicizzata in Internet nei vari blog e forum e le è stato anche dedicato un minisito, oltre al normale spot televisivo. La nuova Fiesta è stata pensata per un pubblico giovanile, avendo una linea aggressiva e sportiva, e una campagna pubblicitaria mirata.

Le motorizzazioni benzina sono il 1.2cc da 60cv come modello d'entrata pensato per i neopatentati, il 1.2cc da 82cv, il 1.4cc (cambio automatico) da 96cv, il 1.4cc (cambio manuale) con impianto a GPL da 96-92cv e il 1.6cc Ti-VCT da 120cv per la versione sportiva, in Italia chiamata Individual. Le motorizzazioni diesel sono il 1.4 Tdci da 68cv e il 1.6 Tdci da 90cv, di questo motore esiste anche una variante Econetic con emissioni inferiori a 100 g/Km di CO2 e 3,7 l/100km come consumo grazie ad accorgimenti di efficienza nel motore e nell'aerodinamica. Tale modello non è tuttavia in vendita nel mercato italiano. Per quanto riguarda la sicurezza è stato introdotto l'ESP, il quale è stato venduto come optional nel primo anno di produzione, per poi diventare di serie.

Su strada la sesta serie si distingue per le sue doti di maneggevolezza, stabilità e comfort, il peso a vuoto dichiarato è compreso tra i 966 kg per il 1.2 benzina e i 1.025 kg per il 1.6 turbodiesel, quindi più contenuto rispetto alla quinta generazione. Ciò è stato possibile grazie alla nuova piattaforma B2 sviluppata in collaborazione con Mazda. La massa massima trasportabile è di 1.495 kg per il 1.2 benzina e di 1.555 kg per il 1.6 turbodiesel.

Nel mese di marzo 2009 (secondo le stime di Jato Dynamics e enti specializzati) la Fiesta si è posizionata prima nella classifica delle auto più vendute in Europa con 52.805 unità, dopo un anno e due mesi di strapotere della Volkswagen Golf che nello stesso mese si è fermata a sole 46.415 unità immatricolate. Nell'aprile dello stesso anno però la media tedesca è tornata sul primo gradino del podio, battendo per vendite la casa dell'ovale blu.

Il 12 gennaio 2010, la Fiesta ha stabilito un nuovo record: è stata la prima Ford a raggiungere un volume di 500.000 unità complessive, realizzate nello stabilimento di Colonia e in soli 17 mesi. A queste si aggiungono 170.000 unità prodotte nel 2009 nello stabilimento di Valencia. Sempre secondo le analisi di Jato Dynamics, nel mese di settembre 2010 la Fiesta si è collocata al secondo posto in Europa, distanziata dalla Volkswagen Golf di sole 809 unità. Inoltre da gennaio a settembre 2010, la Fiesta ha venduto 324.545 unità contro le 378.900 Golf.

Motorizzazioni

Benzina:

Duratec 1.2 da 60 (Euro 5)
Duratec 1.2 16V (82CV) (Euro 5)
Duratec 1.4 16V (96CV) (Euro 5) cambio automatico
Duratec 1.4 (92CV) GPL (Euro 5)
Duratec 1.6 (120CV)

Diesel:
Duratorq turbo diesel Common-rail  1.4 TDCi (68CV)
Duratorq turbo diesel Common-rail  1.6 TDCi 16V (95CV) con filtro anti particolato (cDPF) di serie (Euro 5)
Duratorq turbo diesel Common-rail  1,8 l, TDCI (100 CV)
Duratorq turbo diesel Common-rail  1,8 l, TDCI (115 CV)

by Abega
« Ultima modifica: 07 Febbraio 2011, 15:48:39 da Titanium »
...il progresso è Ford...la passione è IDAF...

Offline doomboy

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Re: Storia e Versioni Ford Fiesta, link .
« Risposta #1 il: 07 Aprile 2010, 20:12:27 »
Faccio un po di Amarcord... direi che sono cresciuto dentro una Fiesta...

Nei primi anni '80 mio papà comprò una Fiesta Casual, era 900 di cilindrata, senza uno straccio di optional... la ricordo bene: NON aveva i poggiatesta, NON aveva le cinture di sicurezza, NON aveva le maniglie per aggrapparsi, NON aveva il parasole per il passeggero, NON aveva neanche la predisposizione per la slitta per l'autoradio... insomma... un motore, quattro ruote, rigorosamente con cerchio senza borchie e quattro marce... :D

Però quanti viaggi ci ho fatto sopra... e ricordo che grazie ad un amico di papà, carrozziere per passione, piano piano ci fece mettere tutto quello che mancava.

Nel 1990 fu la volta della 1.1 SX 3 porte... full optional stavolta :p Però il motore era, come diciamo a Roma, un "polmone", nel senso che aveva la ripresa di un gatto morto... però a lungo i suoi 160 li faceva pure.

Nel 2000, tre anni dopo aver preso la patente, ho comprato anche io la mia prima Fiesta! La MK-IV Restyling, col motore Zetec 1.2 16V a benzina allestimento "Ambiente" 3 porte... quella si che "camminava", però consumava pure. Tant'è che nel 2006 l'ho cambiata con la 1.4 TDCi Duratorq, la MK-V Restyling, allestimento Titanium 5 porte.

Ce l'ho ancora... ma venerdì sera la saluterò dopo 72.000 Km di "avventure". E la prossima sarà ancora Fiesta... "semper fidelis", mi viene da dire. La MK-VI 2011 è già pronta, aspetta solo la targa. Sono rimasto sul motore 1.4 TDCi che non sarà un fulmine di guerra, ma consuma poco e tanto mi basta.

E finalmente avrò un'auto meno "formale e anziana" della precedente e con, per la prima volta nella storia della Fiesta che in questo penava sempre, ben 5 stelle EuroNCAP :)

Vita lunga alla Ford Fiesta :)
God's in his heaven. All's right with the world.

Anche un maiale può arrampicarsi su un albero quando viene adulato!

Offline macteo

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Re: Storia e Versioni Ford Fiesta.
« Risposta #2 il: 02 Agosto 2011, 16:57:33 »
Quest'anno la Fiesta compie 35 anni: l’utilitaria della casa americana venne lanciata nel 1976 e da allora ne sono state vendute ben 15 milioni di unità.


MK1


MK2


MK3


MK4


MK5


MK6


MK7


prima ed ultima generazione a confronto
« Ultima modifica: 02 Agosto 2011, 17:03:17 da macteo »
[2014->>>] KUGA II 2.0 TDCI AWD (163cv powershift) TITANIUM

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Offline joosat

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Re:Storia e Versioni Ford Fiesta.
« Risposta #3 il: 04 Ottobre 2011, 11:44:58 »
Complimenti per la cronostoria della piccola Fiesta, però devo dire che ti sei dimenticato, citando la mk3, della SX ovvero la versione sportiva (inferiore alla XR2 logicamente) ben equipaggiata che non sfigurava per niente nel confronto con la Ghia ed era più appetibile rispetto ad altre auto dello stesso segmento. 
Per inciso io avevo/ho proprio la 1.3Sx cat e che tuttora funziona discretamente.

Ciao

JOO 8)

Offline abacab

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Re:Storia e Versioni Ford Fiesta.
« Risposta #4 il: 05 Luglio 2015, 17:49:36 »
Buongiorno. Ho un dubbio sulla versione della mia fiesta. Dalla storia qui descritta la mia fiesta dovrebbe essere una quinta serie  mkV. Ma se faccio una ricerca per immagini la mia fiesta corrisponde ad una sesta serie mkVI restyling. Premetto che l'immatricolazione è 2006. Chi mi sa dare un aiuto? Grazie.

Online MegaFord1993

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Re:Storia e Versioni Ford Fiesta.
« Risposta #5 il: 05 Luglio 2015, 19:50:14 »
Infatti è una MK 6 restyling. Il tipo di modello si trova scritto subito sotto la foto della Fiesta. 😃
Dario


Offline HenryFord

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Re:Storia e Versioni Ford Fiesta.
« Risposta #6 il: 23 Maggio 2016, 08:49:16 »
Domanda tecnica: i motori della Fiesta III serie erano tutti con distribuzione a catena o ce n'era anche qualcuno a cinghia? Grazie.

Offline HenryFord

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Re:Storia e Versioni Ford Fiesta.
« Risposta #7 il: 26 Maggio 2016, 23:58:16 »
Nessuno?  :icon_cry: